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Coordinamento regionale delle società
di mutuo soccorso della Lombardia

Proposta di intervento organizzativo e strategico delle SOMS della Lombardia nel mutato contesto sociale

Premessa
Lo stato dei lavori
Vincoli e opportunità di sviluppo
Le linee del cambiamento
Iniziative a supporto della logica del cambiamento
Conclusioni


Premessa
Il Coordinamento regionale, sulla base di quanto scaturito dai diversi appuntamenti assembleari, è da qualche tempo impegnato nella ricerca di un percorso che porti ad un’azione di cambiamento e alla possibilità di messa a fuoco di nuove ipotesi di lavoro per le SOMS della Lombardia.
Dal punto di vista dei contenuti e della metodologia tale iniziativa è imperniata su una valutazione che prende in considerazione due punti:

  1. L’esigenza di rinnovare le finalità di istituzioni con valide e consolidate tradizioni mutualistiche;
  2. La necessità di definire una strategia di riposizionamento delle Società di mutuo soccorso nel mutato contesto sociale.
L’obiettivo concreto consiste nel migliorare l’offerta, al fine di dare risposte sempre più adeguate ai bisogni e alle attese dei soci, anche alla luce dei nuovi assetti normativi in campo sanitario e previdenziale.

Per l’analisi del contesto e dei contenuti di tali riforme, si è deciso di istituire un Comitato operativo, che vuole essere lo strumento tecnico del Coordinamento per la definizione di tutto il percorso di questo intervento, per il quale sono previste le seguenti quattro fasi di lavoro:
  1. Analisi dell’attuale stato del movimento mutualistico lombardo;
  2. Valutazione dei vincoli e delle opportunità di sviluppo;
  3. Individuazione delle linee del cambiamento;
  4. Iniziative a supporto della logica del Cambiamento individuata.
Lo stato dei lavori
Il Comitato operativo, mettendo in campo sia competenze metodologiche di impostazione che competenze specialistiche di attinenza alle problematiche definite come strategiche, ha delineato una prima traccia di percorso, sollecitando critiche, suggerimenti e proposte che possano portare all’accreditamento e alla condivisione delle linee di cambiamento individuate.


Vincoli e opportunità di sviluppo
Nel corso del 2004 il Coordinamento regionale si è posta una sfida affascinante e al tempo stesso impegnativa: quella cioè di rinnovare il movimento mutualistico lombardo per rilanciare la tradizione.

Si tratta di un obiettivo che investe la strategia generale della nostra azione e che scommette sulle grandi potenzialità che il valore della mutualità può ancora esercitare sui nuovi assetti economici e sociali del nostro Paese, attraverso interventi mirati nel campo sanitario e in quello previdenziale, nonché nel contribuire ad una generale crescita culturale.
  • In tema sanitario è in corso in quasi tutti i Paesi Occidentali una profonda riflessione sull’efficacia e sui costi/benefici dei diversi modelli adottati che sono prevalentemente orientati o su di un Servizio Sanitario Nazionale a carattere universalistico (Modello “Beveridge” applicato nel Regno Unito, nei Paesi del Nord, in Irlanda, Italia, ecc.) o su di un sistema di assicurazioni sociali (Modello Bismark in Germania, Francia, Austria, Olanda, ecc.). Anche in Italia il Sistema Sanitario Nazionale è attraversato da profonde modifiche, che si esprimono in forme diverse per ciascuna regione.
    E’ però importante che la strategia riformistica, mossa soprattutto dal tema della spesa sanitaria, sappia coniugare i diversi approcci: organizzativo, amministrativo-finanziario, di sanità pubblica ed umanistico.
    Infatti il diritto alla salute per tutte le “persone”, così come riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla nostra Costituzione, deve trovare piena espressione nei sistemi di offerta improntati certamente ad una logica di efficienza ed appropriatezza ma anche, e non secondariamente, a criteri di universalità e solidarietà.
    E’ in questa visione che si può collocare un sistema di fondi sanitari e socio-sanitari integrativi volontari, fiscalmente agevolati, intesi come un’occasione per interpretare un bisogno di sostegno aggiuntivo di tipo qualitativo al bisogno reale di assistenza (prevenzione, cura e riabilitazione) di ciascuna persona, che veda come protagonista anche il movimento mutualistico lombardo che li considera.
    La questione dei fondi sanitari integrativi deve essere affrontata, anche dal nostro movimento, in sede di programmazione regionale e territoriale partecipando ad una concertazione che coniughi i diritti dei cittadini con la qualità, l’appropriatezza ed il controllo della spesa.

    Il movimento mutualistico è chiamato ad una progettualità integrata di intervento che esprima quanto più possibile livelli di solidarietà attiva e l'integrazione socio-sanitaria (assistenza domiciliare, ecc.) è il primo, grande ambito di prestazioni e di forme delle prestazioni da considerare.
    A livello europeo si sta pensando ad un progetto di regolamentazione dell’assistenza sanitaria, il quale prevede che nessun organismo selezioni, né escluda gli associati per motivi di salute. Scopo di tale iniziativa è quello di dare a questi organismi di sicurezza sociale uno sfondo profondamente umano e giusto, senza alcuna discriminazione per motivi di età, di salute, di razza, ecc.
    Anche il movimento mutualistico lombardo deve quindi muoversi in questa direzione, impegnandosi a contrastare, per quanto possibile e di competenza, strategie di “selezione del rischio” (meccanismi di esclusione in base a stato di salute, età, fattori di rischio, ecc.) anche nell’offerta integrativa, se vuole rafforzare i valori della mutualità.


  • Per quanto riguarda l’aspetto previdenziale la Riforma attuata in Italia, pur mantenendo l’equilibrio del sistema, ha di fatto abbassato per le nuove generazioni il livello di copertura pubblica per il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo nel calcolo delle pensioni che quindi, in futuro, saranno proporzionate ai contributi versati nel corso di tutta la carriera e non quelli dello stipendio maturato al momento del collocamento in quiescenza. Si creerà così un grosso divario fra il trattamento in attività lavorativa e il trattamento pensionistico, colmabile solo con il ricorso alle pensioni complementari e integrative.
    Pur nella consapevolezza della complessità di strategie di risposta, anche tali nuovi scenari evocano l’opportunità che siano messe in campo idee e progetti nuovi per rispondere anche a questa nuova esigenza sociale, che interessa soprattutto il mondo giovanile.
    Ma, poiché qualunque cambiamento deve tenere conto del contesto, anche legislativo, in cui si colloca, mentre siamo in attesa degli sviluppi dei contatti avuti con la regione Lombardia e finalizzati a far sì che la Commissione per lo statuto regionale inserisca tra i principali fondamentali del nuovo statuto i valori fondanti del mutuo soccorso, riportiamo qui di seguito alcune suggestioni che scaturiscono dalla lettura dei primi due articoli della legge istitutiva delle Società di mutuo soccorso, con lo scopo di stimolare una riflessione circa il senso storico del suo messaggio.

    Le SOMS nascono nella seconda metà dell’Ottocento come organizzazioni volontarie di lavoratori che si tassavano di una modesta quota per costituire un fondo comune di solidarietà a sostegno degli associati in difficoltà e dei loro familiari. L’assistenza, la previdenza, l’istruzione, la cultura e la ricreatività furono e sono gli indirizzi primari di questi sodalizi che hanno contenuti e caratteristiche apolitiche.
    La legge 3818 del 1886 all’articolo 1 definisce Società di mutuo soccorso quelle società che si propongono il fine di assicurare ai soci un sussidio nei casi di malattia, d’impotenza al lavoro o di vecchiaia; e venire in aiuto alle famiglie dei soci defunti.
    E all’articolo 2 precisa che le società di mutuo soccorso possono cooperare anche all’educazione dei soci e delle loro famiglie; dare aiuto ai soci per l’acquisto degli attrezzi del loro mestiere; ed esercitare altri uffici propri delle istituzioni di previdenza economica.
    Però, in questi casi, precisa ancora l’articolo 2, deve specificarsi la spesa e il modo di farvi fronte nell’annuo bilancio.
    Ebbene, noi riteniamo che non si possa desiderare una larghezza maggiore di quella prevista dalla legge 3818.
    Chi non vede a quali e quanti benefici uffici può attendere un sodalizio di mutuo soccorso?
    Basterebbe in verità la sola classificazione “altri uffici” per soddisfare alla più eccessiva esigenza, poiché l’inciso “altri uffici” non ne esclude nessuno, purché, ed è ragionevole, sia proprio delle istituzioni di previdenza.
    Però, prosegue la legge, in questi casi deve specificarsi la spesa e il modo di farvi fronte nell’annuo bilancio.
    Ma questa situazione non ha certo bisogno di difesa, e può considerarsi superflua, poiché non vi è nessun amministratore avveduto, nessuna società ordinata che non la osservi.
    Per cui di spazi operativi ne abbiamo tanti; e in fondo quella vecchia legge, anche se necessita di una rivisitazione per essere calata nella realtà attuale e per dare a noi mutualisti maggiori garanzie dal punto di vista giuridico, può ancora definirsi una buona legge, che ci consente di affrontare con coraggio le grandi sfide che abbiamo davanti.
    In tale contesto il limite per una piccola mutua potrebbe essere rappresentato dalla impossibilità di avventurarsi da sola in un progetto impegnativo.
    Ma il Coordinamento regionale saprà certamente trovare una soluzione adeguata anche per questo tipo di problema.
Le linee del cambiamento
La veloce carrellata di notizie che sono state illustrate evidenzia come per le Società di mutuo soccorso della Lombardia sia oggi imprescindibile avviare un’azione di riassetto delle proprie offerte.
Ciò a partire da una riconsiderazione sia della propria missione sociale, sia della propria identità interna.
Le tappe fondamentali di questo percorso strategico potrebbero essere le seguenti:
  1. Fare un’attenta analisi del contesto sociale in cui il movimento mutualistico si trova a operare
    - La realtà assume caratteri di cambiamento nei termini di discontinuità e di velocità;

    - Cambiano gli assetti istituzionali, organizzativi e normativi;

    - E’ ormai provata l’esistenza di un consumo sanitario improprio e di comportamenti non sempre rigorosi anche da parte di “prescrittori” di prestazioni farmaceutiche o cliniche, entrambe situazioni che incidono fortemente sulla spesa sanitaria;

    - Diventano sempre più consistenti in medicina i concetti di qualità, appropriatezza ed efficacia delle prestazioni;

    - Rimane irrisolta la grande sfida dei servizi agli anziani. Chi potrà garantire e come verrà assicurata la loro copertura finanziaria;

    - Quale ruolo avranno i fondi sanitari integrativi;

    - Cosa verrà coperto dal Servizio sanitario nazionale e cosa non verrà più assicurato dai Livelli essenziali di assistenza;

    - Si sta procedendo alla regionalizzazione della sanità;

    - Si va verso una profonda trasformazione del mercato del lavoro e del sistema previdenziale;

    - I comportamenti opportunistici si contrappongono più decisamente ad una idea di sviluppo
    e ad alcuni aspetti riferiti alla dimensione sociale e culturale;

  2. Ridefinire il profilo di una Società di mutuo soccorso
    Esistono oggi gli spazi per realizzare una nuova solidarietà strategica e quale ruolo può essere affidato ad una società di mutuo soccorso.

    E se ci si pone come obiettivo quello di dare risposte adeguate ai bisogni effettivi degli associati, e più in generale dei cittadini, sono gli stessi bisogni reali di questi soggetti a ridefinire il profilo di una Società di mutuo soccorso.
    Tuttavia solo un’attenta analisi dei bisogni e una verifica della propensione alla spesa da parte degli associati consentirà di costruire la nuova linea d’azione del movimento mutualistico lombardo;

  3. Fare una riflessione attenta circa il significato di cambio culturale

    A nostro avviso fare un cambio culturale dovrebbe significare:
    - avviarsi verso il superamento del concetto di società operaia e categoriale;

    - non limitarsi a svolgere attività ricreative e culturali che, in ogni caso, devono rimanere attività marginali rispetto alla funzione primaria che ogni società di mutuo soccorso è chiamata a svolgere;

    - una maggiore apertura da parte di ciascuna Mutua al dialogo e al confronto con le altre società di mutuo soccorso e con gli altri soggetti del no profit;

    - disponibilità a stabilire con questi soggetti nuove sinergie, nel pieno rispetto della propria peculiarità, delle proprie caratteristiche specifiche;

    - capacità di adeguarsi ai mutamenti in atto, per dare risposte concrete alle esigenze della nuova società che sta emergendo;

    - investimento in termini di risorse umane ed economiche per richiamare l’attenzione degli Enti locali rispetto ai problemi delle Società di mutuo soccorso, per proiettare verso l’esterno i valori che la Mutualità esprime e per entrare a pieno titolo nelle famiglie e proporre alle giovani generazioni la Mutualità come modello da seguire.

Iniziative a supporto della logica del cambiamento individuata
Non esiste cambiamento che non passi attraverso le persone. E il cambiamento deve essere sostenuto con strumenti adeguati allo scopo.
È necessario allora attrezzarsi per garantire operatività attraverso un’organizzazione adeguata e un coinvolgimento della struttura dirigenziale delle varie SOMS interessate al progetto.

Da tali considerazioni è discesa l’idea di inviare questa prima ipotesi di lavoro a tutte le SOMS della Lombardia, fare poi un approfondimento di questa tematica in occasione degli impegni istituzionali del Coordinamento, per portare successivamente a sintesi le varie proposte scaturite nel corso del dibattito in un’apposita giornata di studio che rappresenti l’occasione privilegiata per discutere con degli esperti le modalità che possono favorire lo sviluppo del movimento mutualistico lombardo che il Coordinamento regionale intende perseguire.

E mentre da una parte con questa iniziativa l’orientamento al socio diviene un elemento essenziale, dall’altra ci si attende che tutti gli operatori della mutualità si pongano oggi obiettivi concreti di innovazione e si sentano in dovere di partecipare a quel momento di confronto con professionisti del marketing operativo per acquisire le conoscenze necessarie circa le dinamiche legislative e le prospettive in atto nel settore mutualistico, analizzare i bisogni e sapere in che misura le nuove tecnologie possano contribuire al percorso di rinnovamento delle società di mutuo soccorso.


Conclusioni
Sono queste le principali considerazioni che hanno spinto il Coordinamento regionale a stimolare una riflessione attenta circa le prospettive future del movimento mutualistico lombardo.

Il Comitato operativo diviene, a seguito di una delega istituzionale, il soggetto autorizzato a gestire la delicata materia, seguendo un metodo di lavoro improntato alla trasparenza e alla comunicazione (nel senso etimologico della parola).

Come si può ben capire, il Coordinamento regionale non sta conducendo un’operazione scientifica a tavolino, ma sta cercando di gettare le basi di un’ipotesi di sviluppo della Mutualità che rappresenti un processo operativo capace di recuperare il positivo del passato per coniugarlo con una potenzialità futura.

E in questo impegno tutti i mutualisti della Lombardia dovrebbero naturalmente sentirsi coinvolti.
 





   
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